Ambulatorio Veterinario Dr. Alberto Brandi
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domande frequenti >> LA FILARIOSI

 

 

 

Filariosi: un pericolo reale
La filariosi è un’insidiosa malattia parassitaria che colpisce cani e gatti. Esiste in due forme: la filariosi cardiopolmonare, dovuta a Dirofilaria immitis, e la filariosi sottocutanea, dovuta a Dirofilaria repens. Entrambi i parassiti sono piccoli vermi, tondi e bianchi, appartenenti alla classe dei Nematodi e sono trasmessi ai nostri animali dalle zanzare tramite il loro pasto di sangue. Pur essendo simili, danno però origine a patologie distinte.

La filariosi cardiopolmonare
Quando la zanzara punge un animale parassitato assume, insieme al sangue, le larve del parassita; queste restano nell’insetto per circa due settimane e sono poi pronte per essere inoculate, attraverso un’altra puntura, negli ospiti definitivi, cioè nel cane e nel gatto. Nell’organismo degli animali le larve evolvono nelle forme giovanili e attraverso il circolo sanguigno raggiungono il cuore, dove divengono vermi adulti. Le filarie adulte, quindi, si localizzano nel cuore e nei grossi vasi sanguigni e possono raggiungere dimensioni rilevanti (fino a 15 centimetri di lunghezza); Le filarie adulte si riproducono ed immettono in circolo le larve figlie (microfilarie) che, assunte dalle zanzare, andranno a colpire altri animali, chiudendo così il ciclo.

Filariosi sottocutanea
La filariosi sottocutanea, meno conosciuta, può colpire, a differenza di quella cardiopolmonare, anche l’uomo, costituendo una zoonosi.
Il ciclo biologico è analogo al precedente e la trasmissione avviene sempre tramite le zanzare. L’unica differenza è quella della localizzazione dei vermi adulti, che qui si stabiliscono nel sottocute. Negli animali il parassita è responsabile di forme cutanee. Nell’uomo il parassita non completa il proprio ciclo biologico e determina lesioni nodulari di 1-2 centimetri di diametro nel punto di inoculazione. Sono segnalate in letteratura medica anche forme oculari.
Il ciclo biologico delle filariosi ha nel cane una durata di 5-6 mesi. Una singola puntura di zanzara può trasmettere contemporaneamente entrambe le filariosi.  I parassiti adulti sopravvivono a lungo negli animali, arrivando a una durata di 5-6 anni di vita.

I sintomi
Il cane contrae la malattia nel periodo che va da aprile a ottobre, quando sono presenti le zanzare. I primi sintomi compaiono tuttavia diversi mesi dopo l'infestazione, quando l'organismo reagisce contro il parassita e il cuore, danneggiato e sfiancato dalla presenza delle filarie, inizia a funzionare male. Il cane appare stanco, tossisce, è affannato anche dopo piccoli sforzi e, con il passare del tempo, diviene sempre più inappetente e depresso.
Si parla, in questo caso, di “sindrome da minor rendimento”. In seguito, il danno cardiocircolatorio si aggrava e la malattia si ripercuote negativamente su tutto l'organismo, provocando difficoltà respiratorie, accumulo di liquido a livello addominale ed anche problemi neurologici.
Se la filariosi cardiopolmonare non viene riconosciuta e curata, può portare a morte il cane.

 

In Italia, la filariosi cardiopolmonare è presente da centinaia di anni, nel Nord Italia e, in particolare, in tutta la Pianura Padana. Negli ultimi tempi, tuttavia, sono in costante aumento i casi di malattia anche in altre aree geografiche: in tutta la Toscana, nelle zone pianeggianti e costiere della Sardegna e in alcune aree della Sicilia e della Campania. La filariosi sottocutanea è presente nelle stesse zone, come anche in molte altre aree del centro-sud.

Tra le cause che hanno contribuito all'espansione della malattia, vi sono l'abitudine sempre più frequente a spostarsi insieme ai propri animali, ad esempio per le vacanze, e l'incremento demografico delle zanzare (prima di tutto la Culex pipiens, che si è adattata molto bene agli ambienti urbani e metropolitani) in conseguenza dell’evoluzione delle condizioni climatiche.

Nelle zone di origine del parassita i cani colpiti possono arrivare al 50-60% della popolazione.
Va inoltre sfatato il luogo comune che vuole che gli animali di casa non si ammalino; in realtà, non c’è cane che in estate non possa venire punto da una zanzara infetta. Una sola puntura di una zanzara infetta è sufficiente a trasmettere più larve del parassita e a causare la malattia. Proteggendo gli animali, infine, si protegge indirettamente anche l'uomo, riducendo i rischi di trasmissione della forma sottocutanea.

La terapia della filariosi cardiopolmonare nel cane è complessa e prevede l'adozione di misure farmacologiche, che devono essere dosate attentamente dal Medico Veterinario in base allo stadio della malattia e allo stato di salute generale dell'animale. Nel cane, inoltre,
se le filarie sono rimaste a lungo nel cuore dell'animale, questo resterà cardiopatico anche dopo la terapia, poiché il danno cardiaco non sempre è reversibile.

La prevenzione: meglio mensile 
La prevenzione mensile costituisce la soluzione di riferimento per la prevenzione delle filariosi: permette di usare dei farmaci come l’Ivermectina,la milbeicina ed altri che vengono rapidamente eliminati dall’organismo (entro 72 h), fattore che ne accresce la sicurezza, evita qualsiasi interferenza con l’organismo e garantisce dalla comparsa di parassiti resistenti. Consente, inoltre, di poter iniziare fin da cuccioli la prevenzione e di modularne la durata in funzione delle diverse condizioni climatiche.
L’Ivermectina elimina, infatti, le larve inoculate dalle zanzare nei 30-40 giorni antecedenti il trattamento, intervenendo prima che esse inizino la loro migrazione verso il cuore. E’ quindi sufficiente somministrare all’animale questo principio attivo una volta al mese per tutto il periodo a rischio (dalla primavera all’autunno inoltrato, quando cioè le zanzare sono presenti nel nostro Paese) per scongiurare ogni rischio di infestazione.
Queste caratteristiche hanno fatto dell’Ivermectina, il principio attivo più utilizzato per prevenire contemporaneamente sia la Dirofilaria immitis (filariosi cardiopolmonare)  sia la Dirofilaria repens (filariosi sottocutanea).Un Altro principio attivo utilizzato per prevenire la Filariosi è il Moxidectin il quale nella sua forma iniettabile può essere inoculato una volta all’anno costituendo un valido ausilio per la profilassi di questa malattia
È fondamentale ricordare che, prima di iniziare un qualsiasi trattamento preventivo, è necessario un controllo da parte del Medico Veterinario per verificare che l'animale non ospiti già i parassiti (in tal caso, infatti, bisogna per prima cosa provvedere alla terapia per eliminare i vermi adulti). La prevenzione inizia quindi rivolgendosi al Medico Veterinario, unico e indispensabile referente per la salute animale.
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 Cure nel cane

Nel cane è possibile eliminare le filarie adulte con melarsomina. A questa molecola deve essere associato acido acetilsalicilico da somministrare 10-15 giorni prima e 30-60 giorni dopo il trattamento. Le filarie morte, infatti, vengono trasportate col flusso sanguigno al polmone dove vengono disgregate completamente dal sistema immunitario in un paio di mesi circa. Questa fase è critica perché possono verificarsi episodi infiammatori o emboli polmonari, fenomeni ridotti dalla presenza di un antinfiammatorio. Durante la cura è meglio tenere l'animale a riposo per evitare di sforzare l'apparato cardiocircolatorio già sottoposto allo stress della malattia e della reazione organica alla morte delle filarie.
Nei casi più gravi di filariosi si potrebbe ricorrere a un intervento chirurgico che preleva direttamente i parassiti dal cuore dell'animale, ma la difficoltà dell'operazione e i rischi che comporta rendono questa via terapeutica molto poco praticata


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