Ambulatorio Veterinario Dr. Alberto Brandi
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domande frequenti >> DERMATITE ATOPICA DEL CANE

Dermatite Atopica del cane:
la guarigione resta un miraggio, il controllo una realtà


 

Malattia subdola e dai molteplici aspetti clinici, l'atopia del cane è sempre stata fonte di notevoli frustrazioni sia per il medico veterinario che per il proprietario dell'animale, per le difficolta' diagnostiche e di gestione terapeutica, nonche' per la probabilità pressoché nulla di successo certo e definitivo. Oggi l'unica arma su cui possiamo contare per il controllo dell'atopia è la conoscenza dei diversi quadri clinici e dei più innovativi provvedimenti terapeutici.


Inquadramento clinico

L'atopia è considerata una malattia frequente nel cane, interessando una percentuale di soggetti intorno al 10 - 35%; essa rappresenta la seconda causa di prurito, preceduta solo dalla dermatite allergica da pulci. Definita come la tendenza ereditaria a sviluppare una risposta immunitaria abnorme in segui to a ripetuta esposizione a particolari sostanze (allergeni), solitamente innocue per soggetti non allergici (tabella 1),

 

la malattia atopica è caratterizzata da un profilo clinico estremamente polimorfo, che ne segue l'andamento cronico e ne rispecchia l'intensità e la durata del segno clinico primario: il prurito.
Uno stato atopico in fase iniziale può passare inosservato, vuoi per la scarsità di evidenze cliniche, vuoi per la presenza, talora, di modesti segni di malattia (es. leccamento degli spazi interdigitali con discolorazione del mantello), molto spesso mal interpretati o, addirittura, trascurati. Viceversa, nelle fasi avanzate, lo stato allergico diventa clinicamente conclamato, con la com parsa di lesioni dermatologiche primarie, localizzate preferenzialmente alla testa (Fig 1), al collo, agli arti (Fig 2 e 3), al tronco (Fig 4) ed ai padiglioni auricolari.

                                                            

                                                                                             



 

Inoltre, in queste fasi, è pressoché costante riscontrare il sovrapporsi di lesioni cutanee secondarie di tipo seborroico con lichenificazione ed alopecia, e di concomitanti infezioni batteriche e/o da lieviti.


Iter diagnostico

La diagnosi di atopia si avvale delle comuni procedure semiologiche che comprendono un'accurata raccolta dei dati anamnestici e dei rilievi anatomoclinici.
L'età di insorgenza, lo studio dell'ambiente di vita dell'animale e di eventuali conviventi, la durata e la stagionalità della sintomatologia, la presenza e la distribuzione selettiva delle lesioni, la risposta a precedenti terapie, sono tra i punti maggiormente significativi per emettere una diagnosi di malattia atopica. Del resto, l'accuratezza nella raccolta di queste informazioni è essenziale per delimitare il campo diagnostico differenziale, con l'esclusione di altre patologie su base pruriginosa, sostenute in particolare da ectoparassiti (Fig 5).

 

Successivamente, l'esecuzione di test allergici in vitro (determinazione delle IgE circolanti dirette verso allergeni preselezionati) o in vivo (prove di intradermoreazione) non solo può condurre ad una maggior definizione diagnostica, ma puo' anche consentire di selezionare quelle sostanze allergizzanti eventualmente da utilizzare in protocolli di iposensibilizzazione.


Gli attuali orientamenti terapeutici

E' importante sottolineare che il trattamento dell'atopia va impostato tenendo conto non solo della durata e gravità della sintomatologia, della risposta a protocolli terapeutici già adottati e della disponibilità economica del proprietario, ma anche dal fatto che si e' sem pre di fronte ad una malattia cronica, destinata, cioè, ad accompagnare il soggetto per tutta la vita, essendo quasi sempre impossibile evitare il contatto con gli allergeni. Fortunatamente, negli ultimi anni sono notevolmente migliorati gli strumenti terapeutici in grado di controllare la sintomatologia atopica e, pertanto, di consentire all'animale di convivere meglio con il proprio stato allergico. Antistaminici, corticosteroidi, molecole a meccanismo ALIA (Palmidrol), acidi grassi essenziali (EFAterapia), immunomodulatori (ciclosporina), sono le sostanze piu' utilizzate nei soggetti atopici. Queste, associate al controllo dell'esposizione allergenica o delle concomitanti infezioni, ad iposensibilizzazioni od a specifici trattamenti topici, rappresentano un'arma indispensabile per ridurre la sintomatologia pruriginosa, controllarne le periodiche recrudescenze e migliorare, anche se non in modo definitivo, la qualità di vita del cane.
Negli ultimi anni, particolare attenzione è stata riservata all'EFAterapia, ossia alla somministrazione di acidi grassi essenziali, con lo scopo di favorire la formazione di sostanze ad attività antinfiammatoria (i cosiddetti eicosanoidi della serie 1 e 3), in grado di contrastare gli eicosanoidi della serie 2, principali mediatori dell'infiammazione in corso di atopia (Fig 6 e 7).



 

Molte sono infatti le evidenze scientifiche che ormai accreditano la piena sinergia d'effetto tra EFA ed antistaminici e/o corticosteroidi, nonché l'efficacia clinica dosedipendente degli EFA w6 ed w3, a patto di rispettare precisi rapporti quantitativi tra le due serie (rapporto ottimale compreso tra 5:1 e 10:1) e regole di perfetta conservazione (riparo dalla luce ed assenza di contatto con l'aria).


Conclusioni

Malattia complessa ed imprevedibile, l'atopia è da sempre fonte di dubbi ed interrogativi, cui è molto difficile dare risposte certe e definitive (box FAQ).

E' proprio in simili situazioni che diventa fondamentale il ruolo del medico veterinario che, oltre ad informare il proprietario sull'impossibilità di curare definitivamente la malattia e sulle strategie più adatte a fronteggiare ade guatamente la ricomparsa ciclica delle recidive, è chiamato anche a mettere a punto terapie individualizzate sulla base della stadiazione clinica della malattia e della responsività degli animali a determinati trattamenti.

 

 


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